venerdì 17 febbraio 2012

22 anni dopo...

Il 18 febbraio 1990 moriva il mio papà. E’ sta una data che ha segnato una svolta radicale nella mia vita. Non mi sono mai chiesto fino a che punto negativa, perhè ogni cosa che ci accade è così perché così deve essere, affinchè sia scritta la storia dell’ universo e non serve interrogarsi, ma trovare la forza di affrontarla.
Quella sera sono stata l’ ultima persona ad esserti vicino papà ed è stata l’ ultima volta che ci siamo parlati.
Avevo 22 anni, ora ne ho 44; 22 insieme, 22 separati, torno a parlarti adesso, che i numeri ci pongono in una particolare situazione, quasi cabalistica.
Non mi sono mai rivolto a te, in questi 22 anni, perché non c’ era un buon rapporto fra noi e non credo potrebbe esserci adesso.
Ma oggi, come a volte accadeva, ci sediamo di fronte e parliamo.
Sono certo che apprezzerai la bottiglia di vino del Reno, come vedi non sono cambiato, capelli lunghi e barba ad ombrare il mio viso, ironia e incoscienza, mie eterne compagne.
Questa sera parliamo, perché adesso mi fa piacere conoscere il tuo parere un po’ su tutti questi anni. Ora hai una visione più completa e probabilmente questo ridurrà il numero delle cazzate che solitamente contornano le tue opinioni.
Non si sa nemmeno da che parte cominciare… Marco Merani… regista di film porno… La Coccinella Sexy… bello vero? Diciamo originale… tutto il giorno fra donne nude, luci, monitor, master, tagli, software…  e occhi scettici che pensano a quanti soldi potranno mettersi in tasca.   Come è facile intuire, molti invidiano la mia vita…  il che è tutto detto… immagina come vivono loro…
Al mattino mi alzo verso le 9… ahahahah… mi sembra di vedere la tua faccia.   Dormo poco ultimamente… e da qualche mese dormo meglio… se ne vanno lentamente anche i flashback.
Hanno preso la mia vita e gettata nella merda… e ridevano e si assolvevano e si lodavano….  Ho subito cose che non posso descrivere e nessuno può immaginare…   se le avessero fatte ad un cane, sarebbe intervenuta l’ ONU.
Qualcuno mi diceva: “Questi non pensano che siamo persone, che abbiamo sensibilità, emozioni, sentimenti…” e invece no… questi ci pensano eccome e godono a pensarci.
Ho chiuso ogni rapporto con gli amici di gioventù… ero stufo di mentire, recitare una parte che mi andava stretta… solo alcuni, anni fa sapevano del mio lavoro e facevano le solite richieste da 15 enni… possiamo venire a vedere mentre girate?… una curiosità... baaahhh, fuori dai coglioni… farebbero ridere con la gente che frequento adesso.
A parte le ragazze, che farebbero sudare anche il S. Carlone, sono certo che ti piacerebbero i miei collaboratori.
Sono certo che ti sarebbero piaciuti tutti: i miei Maestri, i miei istruttori, i miei amici, miei fratelli e anche i mercenari, quelli che si guardano intorno muovendo solo le pupille, con la testa sempre fissa in avanti, quelli che la gente ha difficoltà a considerare uomini. George, invece, passava ore a parlarmi di suo figlio, di quanto adorasse i Puffi.
La base di Ghedi metteva a disagio. Asettica come una scuola, ma inquietante nel suo minaccioso silenzio.
In certi momenti mi chiedevo che cosa c’ entrassi in tutto quello che stava succedendo intorno a me. Sembrava un sogno che mi teneva prigioniero.
Tutto era strano: gli ufficiali, quelli che dicevano “le 06 e 00”, i Navy SEALS, che odiavano tutto e tutti: i negri, gli inglesi, i comunisti, la Delta Force, i politici, ecc… e quel generale che mi parlava sempre come un padre comprensivo.
Noi non eravamo né soldati né mercenari, né mogli né puttane, ma tutto sembrava ruotare intorno a noi.
Erano passati anni da quando Beppe ripeteva: “Le uniche cose che decidono ogni tipo di conflitto, anche nella vita quotidiana, le uniche cose che anche i più forti temono e nessuno può prevedere sono le azioni sabota. Non serve a niente essere bravi, bisogna essere i migliori e per esserlo dovete essere Sabotatori”.
Non hanno mai trovato i corpi di Beppe e della sua squadra: “dispersi”, aveva 44 anni, la mia età.
Ero sorpreso emozionato quando mi dissero: “Tu sei qui perché sarai il capo, tutti obbediranno ai tuoi ordini, daranno la vita per seguirti”.
Sai che me lo aspettavo…   e anche tu lo sapevi e la cosa ti spaventava.
Era un bel periodo… alti e bassi, ma bello.
Ci sono arrivati addosso in un mattino di fine inverno, perché quello che stavano facendo era così ignobile che gli occhi gentili della primavera non dovevano vederlo.
Non hanno commesso errori…  l’ errore l’ ho commesso io… non dovevamo essere lì…  dovevamo sganciarci 3 mesi prima.
Sono attimi in cui il tuo cervello pensa alla velocità della luce… poi  decide: nessuna possibilità.
Ridevano…. Tutti felici… ero lì, davanti a loro…  buttavano tutto a terra, calpestavano ogni cosa, mi strattonavano…  alcuni mi fissavano con uno sguardo così pieno di odio che sembrava mi conoscessero da sempre.
38 uomini per l’ irruzione e oltre 50 in copertura…  ahahahah…. Ma ti rendi conto? Eravamo in 3… ahahah…. Non puoi non ridere, è quasi lusinghiero.
Ti confesso una cosa che non ho mai detto: non me lo aspettavo… non lo immaginavo nemmeno… una vera sorpresa… di merda, ma una sorpresa.
Quella notte però non ridevano più… ci avevano sottovalutati… 
Tutti gli stronzi si sentono forti e qualche cazzata la fanno sempre… basta saperne approfittare. Erano passate 15 ore ed i sorrisi erano spariti da quelle facce da maiali.
E’ passata una vita e non sanno ancora come abbiamo fatto a filarcela. Abbiamo giurato di non svelarlo mai a nessuno… meglio non bruciarsi il jolly…  dovesse servire di nuovo… ahahah…
Il resto inutile dirlo….   Una vita da film… 
Ho imparato tante cose, un approccio empirico. Ti ho anche dimostrato quante volte avevo ragione nelle nostre discussioni.
Ricorderai la nostra ultima discussione. Dicevi che era impossibile fare certe cose… e invece no… con il giusto addestramento e gli uomini giusti è poco più di uno scherzo.
Dicevi anche che certe ferite a caldo non le senti, te ne accorgi dopo… col cazzo che non le senti… il dolore non ti lascia pensare… poi vedi tutto nero… e ti svegli in un posto diverso.
Sapevo di essere in un ospedale, un freddo tremendo, che sembra non finire mai e amplifica il dolore. L’ infermiera era in soggezione… in un altro momento l’ avrei trovata bella… i suoi occhi erano belli, castani e molto belli. Mi accarezzava la fronte e mi parlava… “le fa molto male… non si muova…  non possono fare niente fino a domani, ma le daranno dei calmanti…”. 
Ora la gamba è quasi a posto, la spalla crea problemi, ma lo sapevo già.  Va molto meglio… 
Ma non è di questo che volevo parlarti… se due amici si incontrano dopo 22 anni, ci deve essere un motivo molto più importante dei ricordi… 
Ti dicevo che ho imparato tante cose. E’ così… le ho imparate dopo aver perso tutto. Ho perso case, macchine, soldi, amici…
qualcuno è morto, qualcuno è scappato, qualcuno ha tradito… 
Shuckla ha tradito… non lo so perché… aveva tutto, era forte, coraggioso, carismatico… poi è crollato.
Ci siamo sentiti una sola volta negli ultimi 3 anni… piangeva… ma non era pentito… gli ho detto quello che sapeva già: “Un soldato può morire, un traditore deve morire”.
E’ stato il mio Maestro, il mio più grande amico e in fondo gli voglio ancora bene, ma questo non cambia niente.
Quanti amici sono lì con te, quel giapponese  freddo come il ghiaccio, mio eterno amico, il mio amico Vinod e i ragazzi che erano con lui in quel maledetto giorno, tanti amici e lei, la mia Ashi.
Non dirmi che non sei sorpreso… prova a dire qualche cazzata adesso… ti ascolto… fai una critica. Prova a non sorridere…. Non ce la fai… 
Una Principessa stava per sposare tuo figlio… una Principessa vera…  La prima volta che ho parlato con suo padre, gli ho chiesto il permesso di portarla a cena, lei sorrideva, al ristorante mi disse: “Nel mio Paese molti uomini sono stati decapitati per molto meno”.
E’ per lei che ho deciso di scrivere questo brano, dopo 22 anni in cui stavo zitto.
Era perfetta, bella oltre l’ immaginabile, dolce, sempre allegra, gentile…  gli occhi da tigre. Ci siamo amati tanto…  troppo perché il signor dio potesse permettere che continuasse.
Ho sempre detto che solo i deboli odiano, i forti disprezzano, ma a non odiare un verme come il signor dio non ce la faccio.
Ho passato molte notti a pensare e mi ripetevo solo una cosa: “Poteva evitare di farlo, non era necessario portarmela via… “. E invece era necessario, perché lui è così.
Il Faraone lo umilia e lui gli ammazza il bambino nella culla, santa rita prega ogni giorno perché il figlio crepi, lot si scopa le figlie, lucia di fatima ha una visione e si becca il 41 bis…  da una masnada del genere che cosa potevamo aspettarci?
Ora faccio il regista…   il mio passato è un puzzle di cui nessuno possiede tutti i pezzi… nessuno lo conosce davvero, neanche la mamma…    solo Ashi sapeva ogni cosa e mi amava per questo.
Mi chiamava “il mio uomo”, amava cantare, disegnare…  e i Linkin Park…  ogni giorno i muri tremavano con la loro musica…  anche adesso, ma io ascolto altro, come sai…  Van Halen mi esalta sempre…
Ora respiro l’ essenza dell’ amore, ora conosco davvero il coraggio, ho un ottimo controllo di ogni tipo di emozione…  “sono un professionista, io non mi arrabbio mai”.
La vita di molti è condizionata dai ricordi del passato e da un futuro che potrebbe anche non esserci. Io vivo ogni istante, non ne perdo nessuno… non mi interessa il futuro… spendo un casino di soldi in cose che mi piacciono…  cerco di essere sempre allegro… ironizzare…  mi rendo conto che la maggior parte delle persone non valgono un bel cazzo di niente, sono meno di una pisciata nell’ oceano.
Proteggila tu la mia Ashi papà, la affido a te, perché sei il migliore per questo compito, finchè non vi raggiungerò.
Sarà bello rivedersi, ci toccheremo la mano, un abbraccio fra noi sarebbe fuori luogo.
 La morte attende, sa che ho ancora alcune cose da fare. Io sono come il padrone di un ristorante: vengono, mangiano antipasti, primi, secondi, bevono, dolce. caffè, amaro…  poi si preparano ad andarsene soddisfatti, perché per loro il pranzo è finito, ma per me non è finito niente, finchè non hanno pagato tutti il conto.
Certe notti, vado lontano, torniamo nei boschi, adesso come allora, ognuno con lo stesso sguardo, poche parole in inglese, poi i loro dialetti incomprensibili…  quando il sole sorge abbiamo appena finito di farci la doccia, i soliti lividi, tagli a volte.
E ci sembra di sentire le parole di Beppe: “Tutti vi odieranno e tutti avranno paura, non potete sbagliare, siete SABOTATORI”.
Ciao Papà.